martedì 3 febbraio 2009

Volare libera...


Eluana è a Udine.
Sembra che fra tre giorni interromperanno l'alimentazione e l'idratazione e lasceranno che Eluana, o ciò che resta di lei, abbandoni il corpo e voli via...
Il capo dell'equipe che si occuperà della ragazza ha detto, in un'intervista, che Eluana non sentirà niente, non proverà dolore perchè è morta 17 anni fa.
Di fronte a questa vicenda sono disorientata e le mie convinzioni vacillano e non so che cosa pensare. Troppo rumore si è fatto intorno a questa storia, troppi giornalisti, troppe persone hanno voluto dire la loro, spesso senza sapere, senza immaginare...
La vita è un dono di Dio, un dono che va difeso con le unghie e con i denti ma quello che mi chiedo è questo: quella di Eluana può definirsi "vita"? Qual'è la vita che si vuole e si deve difendere?
Non è vita quella che ti costringe da 17 anni a respirare, è vero, ma senza sentire assolutamente niente, senza provare sentimenti, emozioni... Eluana non ha vissuto per questi anni, semplicemente il tempo è passato sul suo corpo devastandolo. Il coma è irreversibile, questa è l'unica certezza!!!
Spero che questa vicenda si concluda in fretta perchè penso che questa ragazza si meriti la libertà. Arrivati a questo punto credo che l'unico atto di vera pietà sia quello di lasciarla volare libera nel cielo immenso, permetterle di lasciare un corpo che è diventato una prigione...
Una cosa temo: negli ultimi tempi ci siamo "abituati" a vedere i confini di ciò che è morale ed etico continuamente spostati, mutati. Non vorrei che questa decisione possa aprire la strada verso una minore tutela della vita, quella vera!!! Chi deciderà, da ora in poi, che cosa è vita e che cosa non lo è?
Sono molto confusa.

Francesca


9 commenti:

bluphoenix ha detto...

la confusione ritengo sia data tanto dall'ecceso di informazioni, spesso tra l'altro non richieste, tanto dal fatto che tutti questi input non possano dare risposta all'unico vero interrogativo: dove finisce la vita e comincia la morte?
cara Francesca spero davvero che Dio legga questa storia come liberazione di un'anima intrappolata in un corpo ormai senza più legami visibili col mondo circostante...lo spero proprio
:)

Raffaele ha detto...

Carissima,
un grosso quesito si è posto il tuo cuore :dove finisce la vita e comincia la morte?
Vorrei continuare su queste tue parole dicendoti che spesso dove finisce la vita, si arriva la morte, ma arriva anche la vera vita che non solo quella che le apparenze ci conducono a pensare.
Osserva la natura, osserva il creato, osserva tutto e vedrai che in ogni cosa è intriso di quella nascita, di quella morte ma anche della rinascita quanto ancora è necessaria a quella ascesa interiore che prima o poi conduce alla fonte di tutte le cose.

Francesco ha detto...

Io ho le mie convinzioni a proposito come ben sai. Qualcuno sta decidendo la morte di qualcun altro!

LauBel ha detto...

francesca cara, anche per me è difficile pensare a quanto sia difficile gestire un dolore se ti induce a decisioni così drastiche. ma credo che prima di tutto ci debba essere rispetto proprio per il dolore in sé che solo i parenti stretti di eluana conoscono e vivono nella sua quotidianità. il resto sono solo parole e banalità...

stella ha detto...

Francesca sono combattuta anch'io.

Il papà avrà le sue buone ragioni...

Raffaele ha detto...

Chi vi parla è il sincero cuore di un padre che per l'indefinibile, indescrivibile dolore, per quella insaziabile sete interiore, per quella fatale necessità è andatto alla ricerca di quell'unica pecora smarita che pensava ormai celata e persa solo nei ricordi della memoria.

Vi riporto quello che il mio cuore ha contemplato e confermato con da tanta ricerca interiore validata in ogni tempo da grandiosi istruttori e immeni maestri di saggezza.

Il punto centrale, il punto cruciale dove tanti credi religiosi si fermano, non vanno oltre il velo, il mistero più grande per l’umano percepire, l’avversario più temuto, la paura più grande è l’insondabile MORTE. Quale Morte?

Non esiste la morte o una sola morte, come fine unico dell’esistenza non esiste un giudizio universale, non esiste un inferno, un paradiso un purgatorio, una risurrezione dei morti o risurrezione della carne così come nell’ignoranza ci hanno trasmesso, ci hanno condizionanti a credere.

Non esiste la morte è pura illusione (vedi – il Nuovo Paradigma Olografico della Realtà) dettate da tantissime paure che ci hanno trasmesso, è un risveglio, un trapasso, un passaggio, un cambio dimensionale, un ritorno a quella vera realtà a quella vera consapevolezza che conduce l’essere alla vera casa del Padre d’ogni cosa. E’ come cambiare una vecchia cinquecento con una rossa e potente Ferrari, è come togliersi un vestito vecchio e indossarne un altro, più nuovo, più fiammante più vero, fatto di pura luce e di vera luce e anche di tenebra.

In una similitudine è come un pulcino che dopo aver vissuto una vita cosciente entro il suo guscio, rompendolo e uscendone fuori prende coscienza dell’esistenza di un mondo esterno che prima ignorava ora dal di fuori, nella nuova vera realtà può vedere, può costatare e capire quanto fosse piccolo il mondo in cui prima abitava rispetto il nuovo mondo sconfinato: il MONDO SPIRITUALE.

Credetemi, è come un carcerato che ritrova finalmente la sua vera libertà e la vera gioia di vivere alla luce del sole. Quella esperienza era necessaria alla sua crescita per capire come raggiungere quella sua libertà finale. Ma è anche vero che voltandosi indietro, pensa al tempo di permanenza e agli ormai trascorsi momenti con tanti amori, con tanti amici che lo pensano continuamente e che ha lasciato in turbamento in quella apparente prigione mentale. Quello stesso turbamento che molte volte sarà causa necessaria di desiderio e di pianificazione del suo futuro ritorno.

Quando Sorella Morte ci ri-chiama per ritornare a casa, alla vera casa, nel regno di luce del Padre Celeste, nessuna opposizione, nessuna inconsapevole legge degli uomini dovrebbe ostacolare quella naturale necessità di libertà di quel carcerato che avendo scontato la sua pena o finito la sua missione in questa vita, decide spontaneamente anche con ogni inconsapevole assurda o inaccettabile scusa di aprire e uscire da quei cancelli, da quei legami esistenziali che lo tenevano prigioniero, affinché possa riscoprire, riappropriarsi della sua vera libertà che egli stesso si era negata in questo sentiero di vita per uno scopo più grande.

La nascita è il vero sonno, il vero oblio dell’anima che da un più alto e divino regno s’intercala ridiscende entra, s’incarna in un corpo materiale biologico dimenticando ogni cosa, la sua vera natura, la sua Origine Divina e tutte le Conoscenze le Verità e la saggezza che possedeva prima.
.....
Mi scuso con la Carissima Francesca per questo mio lungo dire che in effetti è solo una piccola parte di quello che il mio cuore ha già scritto.

Blessing Sunday Osuchukwu ha detto...

Grazie Francesca di essere passata da me e per il tuo commento, e grazie inoltre per la tua partecipazione, spero che tutti insieme potremo dare un valore aggiunto al blog e magari cercare di cambiare qualche cosa.....almeno ci proviamo.
Ciao!

Cicabuma ha detto...

Vorrei postare l'ultima parte di una bella poesia pubblicata sul blog di Mariagrazia (vedi lista amici).
Con questo vorrei interrompere tutte le discussioni su questa vicenda che è troppo dolorosa e troppo grande... Non so più cosa dire!!!

...
Un cuore che batte
come un tamburo in petto
muscolo involontario
sopravvalutato
non sede di vita
non sede di intelligenza
non, soprattutto non
sede di amore.

Cicabuma ha detto...

Ciao Blessing... benvenuto. Spero di vederti ancora da queste parti!!!
Un abbraccio
Francesca