lunedì 14 aprile 2008

Fai più attenzione a ciò che mangi!!!


Segnalo la puntata di REPORT trasmessa domenica 13 aprile.
Per chi l'avesse persa, presto sarà possibile rivederla online dal sito

http://www.report.rai.it/

La puntata si intitola ''Buon appetito!'' di Michele Buono e Piero Riccardi.
Attorno al cibo si gioca una partita decisiva per salvare il pianeta, ma noi occidentali sembriamo non rendercene conto, intenti come siamo a desiderare e servire sulle nostre tavole, in ogni stagione, uva e pomodorini pagati a caro prezzo. Importare un chilo di asparagi dal Peru' o un chilo di ciliegie dall'Argentina che viaggiano in aereo per arrivare nel nostro piatto, significa lasciare nell'atmosfera 6 chili e mezzo di anidride carbonica emessa dai carburanti fossili. Paghiamo circa 8 euro al chilo le carote grattugiate contenute in una vaschetta di plastica, mentre a chi le produce costano solo 7 centesimi. A questo prezzo esorbitante si deve aggiungere anche il pedaggio che si paga alla natura con il massiccio uso della chimica, con l'inquinamento di aria, terra, acqua. Tutto questo per avere prodotti sempre sulle nostre tavole, ma anche sempre piu' cari, piu' scadenti dal punto di vista nutritivo e del sapore. Sono solo due dei tantissimi esempi nei quali si racchiude l'insostenibilità del modello economico dell'agricoltura e dell'industria del cibo, cosi' come viene concepito in Europa e negli Stati Uniti. Solo per coltivare, allevare, o produrre quello che diventera' il nostro cibo e portarlo sulle nostre tavole, emettiamo il 30 per cento dei gas serra, secondo i dati dell'Onu del Millennium Ecosystem-Assesment, che fotografa lo stato di salute del pianeta. L'inchiesta parte dalla domanda: cosa può fare concretamente l'agricoltura per invertire la rotta e salvare il pianeta? Per rispondere, dobbiamo capire che non si puo' scindere l'agricoltura dal suo prodotto, il cibo, e come questo e' commercializzato e distribuito sui banchi di supermercati e ipermercati di tutto il mondo. Se si vuole cambiare bisogna intervenire su questo tipo di sistema. E qualcosa si sta muovendo in Italia. Le parole chiave sono: mercati locali, cibi e ristoranti a Km 0, gruppi di acquisto solidale, agricoltura senza chimica sintetica e riscoperta delle antiche varieta' di prodotti. Molti agricoltori stanno dimostrando che un'agricoltura pulita e' possibile e non costa di piu'. E' un cambio di paradigma, ma non c'e' piu' molto tempo se si vuole salvare la nostra salute e quella del pianeta.


Questa è una sintesi della puntata che è andata in onda stasera.
Mi ha fatto molto riflettere.
Io fin'ora mi sono limitata ad acquistare prodotti di stagione pensando di fare già così una cosa utile... ma non basta. Dobbiamo controllare anche da dove viene il prodotto e rifiutare quello che percorre sulle strade il maggior numero di KM... A questo per esempio non avevo mai pensato, lo ammetto!!!!
Dobbiamo poi controllare come è confezionato e rifiutare i prodotti con un imballo non biodegradabile o di plastica... Un'altra cosa da fare è aumentare il consumo di prodotti biologici... e sarebbe meglio evitare come la peste la grande distribuzione...
Mi è tornato fra le mani un libricino della Coldiretti della mia città dove sono elencati tutti i produttori agricoli locali che fanno vendita diretta al pubblico. Ho cominciato a sfogliarlo e a evidenziare con un pennarello le aziende biologiche... Un paio sono a tre-quattro Km da casa mia (praticamente KM 0!!!)... Queste aziende vendono frutta, verdura, cereali, riso, farine, prodotti caseari, miele e infine vino...
Ho preso la mia decisione!!! D'ora in poi la spesa la farò direttamente in azienda e i prodotti che non trovo in azienda li vado ad acquistare nei negozi biologici!!! Certo, non è una soluzione comoda, è poco pratica, mi porterà via molto più tempo che andare al Supermercato dietro casa... ma credo che sia l'unica cosa concreta e importante che io possa fare per dare una mano reale al nostro pianeta!!!
Francesca

6 commenti:

nonnatuttua ha detto...

Vicino a casa mia i proprietari di una fattoria nella campagna fiorentina (la Palagina.... un nome grazioso)avevano aperto un negozietto che vendeva i prodotti della loro azienda: frutta, verdura, formaggi, latte, olio, vino.... tutti coltivati secondo principi biologici. Certamente capitava che i pomodori avessero tutte dimensioni diverse, l'insalatina era da lavare, per il vino e l'olio dovevi portarti la bottiglia..... che faticaccia!!!!
Anche i prezzi erano molto contenuti...
Sono riusciti a resistere sei mesi, poi hanno rinunciato...
Eravamo pochini a servirci da loro!
Che tristezza! La gente non vuole bene al mondo, né ai figli, né a se stessi....

Anicestellato... ha detto...

Generalmente acquisto da natura si, un market biologico ma non credo di fare del mio meglio per i prodotti di stagione, non sono molto pratica in questo, cmq grazie per le informazioni postate!!

valentina ha detto...

Anche io cerco di comprare, quando posso, al mercato perchè le cose sono genuine e con poco posso fare la spesa. Ho provato a comprare nel supermercato biologico natura sì ma lo trovo estremamente caro per i prodotti di uso comune come pane, frutta/verdura, latte ecc...e quindi preferisco di gran lunga il mercato!
un abbraccio!
vale

Cicabuma ha detto...

Informatevi presso la Coldiretti... Sono certa che ci sono aziende della vostra zona che vendono direttamente al pubblico!!! ... e ci saranno senz'altro anche aziende biologiche.
Per quanto riguarda la Palagina... sono certa che se avessero perseverato, se non si fossero arresi dopo sei mesi soltanto, avrebbero raccolto degli ottimi frutti... spesso il tam-tam fa miracoli, ma richiede tempi lunghi.
Domani andrò per la prima volta a fare la spesa direttamente in Azienda... Vi farò sapere come è andata: qualità della merce, prezzi e impressioni...
A presto
Francesca

Cicabuma ha detto...

Qualità ottima ma prezzi assolutamente proibitivi per essere una vendita diretta!!!
L'impressione generale non è stata delle migliori, ma ci sono altre aziende in zona... cercherò ancora! Non sono certo tipo che si arrende alla prima delusione... ci mancherebbe!!!
un abbraccio
francesca

nonnatuttua ha detto...

anche io vado spesso da natura sì, però devo ammettere che i prezzi sono piuttosto alti. C'è, invece, un mercatino in una piazzetta dal nome fantastico "Giardini della bizzarria". Banchetti di frutta e verdura e di abbigliamento (parecchi cinesi....). Ogni due settimane c'è un banco di prodotti sardi e uno di sottaceti e sottoli vari che mi fa impazzire!!
Prodotti genuini e spesa contenuta.