lunedì 7 marzo 2011

Un tuffo nei ricordi dell'infanzia

Questa sono io all'età di sei anni. A destra, con la maglia gialla, mia sorella Cristina, a sinistra mia sorella Caterina.
Ero una bambina felice e spensierata, senza nessun pensiero e con tanta voglia di giocare.
I miei genitori avevano comprato una casa in campagna e ci andavamo ogni volta che era possibile: tutti i fine settimana, durante le vacanze, in estate per lunghissimi periodi.
La casa si trovava nel paesino di Mels, una frazione di Colloredo di Montalbano.
In questa vecchia cartolina, si vede la collina con la vecchia torre e la chiesetta. La nostra casa era composta da due edifici: quello all'estrema sinistra della foto e quello che si intravede tra la torre e la chiesetta, appena sotto (si vede solo il tetto). Era un bel posto!

Ricordo che avevamo anche dei filari di viti e in autunno facevamo la vendemmia... ma poi, non essendo in grado di fare il vino, davamo l'uva al contadino Marcello, il nostro vicino di casa, e lui in cambio ci dava delle damigianelle quando il vino era pronto.
Ricordo che alla sera eravamo sempre infangate dalla testa ai piedi a furia di rotolarci e scivolare giù per la collina morenica e le mie guance erano sempre rosse per l'eccitazione e la fatica.
Ricordo che un anno avevamo fatto il villaggio indiano nel campo sotto casa. Le tende erano i covoni che Marcello aveva costruito con i resti delle pannocchie. L'interno era spazioso e cavo, perfetto per il nostro gioco! Ricordo che le avevamo anche arredate queste primordiali tende, con pentoline, cuscini e coperte.
Gli amici erano tanti e la domenica facevamo grandi grigliate e tutti portavano qualcosa; chi la pasta al forno, chi le verdure marinate, chi la torta appena sfornata!!!
Che meravigliosi ricordi.

Poi una sera......... tutto finì, all'improvviso!
Era la sera del 6 maggio 1976!!!

Ecco quello che rimase della nostra casa di campagna! Solo un cumulo di macerie!!!
Scusate per la foto, ma ne ha viste parecchie questo pezzo di carta stampata!!!
Quella sera la mia infanzia ebbe un sussulto, forte tanto quanto la scossa che sconvolse il Friuli. La vita poteva essere molto difficile e la Natura molto violenta.
Avevo quasi otto anni e non conoscevo il significato della parola "terremoto"!!!

Ieri pomeriggio sono tornata a Mels.
Ho accompagnato Marta ad una festa di compleanno a Colloredo di Montalbano e con Giovanni sono tornata nei luoghi della mia infanzia.
Siamo saliti sulla collina dove un tempo c'erano la vecchia chiesetta e la "Torate", ossia la Torraccia, residuo di un antico castello dell' XI secolo.
Sia la torre che la chiesetta, completamente distrutte dal sisma, sono state ricostruite cercando di rispettarne l'antica conformazione.

Su questa collina ho trascorso interi pomeriggi con le mie amiche e le mie sorelle alla ricerca di tesori.
Qualcuno ci aveva detto, non ricordo chi e non ho mai saputo se volesse solo prenderci in giro, che sulla collina, scavando un po', si potevano trovare i gioielli appartenuti alla principessa del castello. Io mi sarei accontentata di molto meno, a dire il vero. Sarei stata felice anche solo del ritrovamento di una brocca, un calice, un piatto sbeccato, qualunque cosa che fosse appartenuta al nobile Liabordo, Signore di Waldsee, che fondò il castello nel 1025.
Quando trovavamo un coccio, un pezzo di vetro consumato dal tempo o un sasso di forma strana, anche se c'era scritto sopra "made in China" o "Tassoni" era un'emozione fantastica!!!

Quando ero bambina non si poteva salire sulla torre. Non c'erano scale. Si poteva solo entare e guardare un rettangolo di cielo lassù in alto, interrotto solo dai rami di un alberello che aveva avuto la forza e l'ardire di crescere sui sassi della torre mediovale.
Adesso invece c'è una robusta e, a dirla tutta, orribile scala di metallo che però ti permette di salire fino in cima e godere del panorama della campagna e delle montagne.
Ecco laggiù il paese di Buja e più dietro le montagne, con le cime ancora innevate. Peccato che ieri non fosse una giornata particolarmente limpida!!!


Ho raccontato a Giovanni della mia infanzia, delle giornate trascorse in questo paesino di campagna, dei giochi che facevo, della casa che abbiamo costruito sull'albero, delle capriole sui prati, delle escursioni nei boschi e delle lunghe passeggiate nei campi...

Ho segnato col dito tutti i luoghi conosciuti, le montagne lontane, i paesi che da lassù si riuscivano a scorgere... Majano è la... Buja e laggiù... Colloredo e dietro quella collina... Gemona è sotto quel monte... Udine non si può vedere da qua, ma è in quella direzione... E Faedis? Mi chiede!!! Faedis è laggiu, tra quelle due colline alte, ma da qua non si vede!!!

Poi siamo scesi, piano piano, continuando a parlare della vita che si viveva a Mels prima del terremoto.

Prima di ritornare alla macchina, abbiamo fatto una passeggiata, scendendo la collina fino al campo dove da bambina giocavo agli indiani. C'erano crochi a perdita d'occhio...


... e cespi di primule gialle e delicate!!!

Ho fatto vedere a Giovanni dove un tempo sorgeva la mia casa. Certo, adesso i due edifici che la costituivano, casa padronale e stalla, non esistono più. Al loro posto sorge una villetta che i miei genitori costruirono a suo tempo con i soldi della ricostruzione e che vendettero pochi anni dopo.

Abbiamo percorso tutto il perimetro del terreno che un tempo era il mio campo di giochi. Laggiù c'era il vigneto, qui il frutteto, questi alberi non c'erano, qui c'era un grande fico e qui il pruno...

E' ancora un posto molto bello Mels, ma certamente adesso ha perso quel sapore che aveva un tempo. Qui ormai tutto è moderno o ricostruito. Non ci sono quasi più case autenticamente vecchie, ma solo villette o case rinforzate con putrelle e muri di cemento armato. Il paesino che ha fatto da cornice ai giorni più belli della mia infanzia non esiste che nei miei ricordi.

Riposiamo un poco dopo la lunga passeggiata, guardando il campo dei covoni di Marcello.

Dai tesoro, dobbiamo tornare, Marta ci sta aspettando alla festa. Non la vuoi una bella fetta di torta???

13 commenti:

Daniela ha detto...

Questo post mi ha commosso. Ho pensato ai miei nonni, al mio paese, Caravino...ho pubblicato ora sulla casa di lunablu una canzone ispirata a questa tua storia, I giorni dorati della mia giovinezza, (Na leatha geal n'oige)...

Geillis ha detto...

Nel lazio siamo poco abituati ai terremoti, solo qualche scossa di rimbalzo proveniente dal centro italia, credo che a Roma una vera e propria scossa non ci sia mai stata...eppure, essendo molto legati alle terre d'Abruzzo, quando c'è stato il terremoto dell'Aquila abbiamo avuto subito paura per i paesini dove andiamo sempre (che invece stavolta erano lontani dall'epicentro): che malinconia il tuo racconto, cara Francesca...

Daniela B. ha detto...

Che belli quei crochi e le primule, qui c'é ancora neve e non vedo l'ora che presto spuntino i fiori!!bacioni

Anna ha detto...

Ciao Francesca :-)

Lara ha detto...

Un post commovente! La casa distrutta, ma i ricordi ti sono rimasti dentro e questa è la vera magia.
Un abbraccio,
Lara

giorgio ha detto...

Credo che la vita sia una specie di slalom tra terremoti di ogni genere. C'è chi ha la fortuna di schivarli e chi ci rimane sotto. Ho pensato spesso come mi sentirei se un terremoto avesse distrutto la mia casa o la mia città. Terribile. E se ci penso un pò di più mi viene anche qualche senso di colpa per essere sempre scampato ai terremoti.
Un abbraccio.
Giorgio

Catia ha detto...

Quel terremoto l'abbiamo sentito anche noi a Milano. Ero bambina e ho avuto paura. Eravamo tutti in strada!
Una famiglia del palazzo aveva parenti in Friuli e non dimenticherò mai i volti di queste persone che avevano perso i loro cari.
Che bel racconto Francesca!
Credo sia importantissimo raccontare della nostra infanzia ai nostri figli.

Marikajolie ha detto...

Ho i brividi, un grande groppo in gola
...non so quanto ti sia costato portare il tuo mondo interiore nella razionalità della parola scritta (forse niente.. forse questo problema riguarda solo me e il personale conflitto interno tra sentimenti e raziocinio), ad ogni modo grazie..

Silvia ha detto...

E' stato un weekend di ricordi anche per me: è venuto a trovarci mio cugino, che non vedevo da anni, dal Veneto con la sua famiglia.Quando ero piccola non facevamo mai vacanze coi miei genitori, ma ci capitava di andare là qualche giorno, magari 2 volte l'anno. Era il mio cugino preferito e ci volevamo un gran bene. Ieri, quando abbiamo visto suo figlio di 14anni e 1/2 e il mio di 6 e 1/2 che giocavano, io e lui ci siamo guardati e commossi ripensando a noi tanti anni fa (i nostri figli hanno esattamente la stessa differenza di età!!!)Che emozione...
E il terremoto in Friuli...me lo ricordo: avevo 5 anni ma ho ancora l'immagine del lampadario che dondolava (io abito a Vigevano -PV-).
Ti abbraccio forte...
Silvia

Ninfa ha detto...

Che bello questo post, grazie per averlo condiviso con me, con noi.
Buona festa della Donna, cara Francesca.

Miriam ha detto...

Ciao cara e dolce Francesca, non oso pensare cosa dev'essere stato per te l'esperienza del terremoto....
Ti mando un carissimo abbraccio!!!

Janas ha detto...

Questi luoghi sono da sogno.
Ci hai davvero accompagnati in una fresca passeggiata pomeridiana.
Un abbraccio cara Francesca.

Sari ha detto...

Quanto mi pacciono questi racconti......
Sei una mamma "bella", son fortunati questi tuoi figlioli.
Ciao.

Sari