
Arrivo mezz'ora prima... Non riesco ad arrivare in ritardo agli appuntamenti. E' una cosa che mi ha insegnato mio marito. Nell'attesa gironzolo per gli scaffali, sfoglio qualche libro, immancabilmente ne compro uno.
Poi salgo al piano superiore dove, in un piccolo angolo della libreria, è stato predisposto uno spazio con microfono e qualche sedia per l'incontro. Mi sorprendo di quanto lo spazio sia piccolo e di come, nonostante l'ora della conferenza sia ormai prossima, ci sia ancora pochissima gente!!!
Mi siedo e mi metto in attesa. Lo spazio piano piano si riempie e infine, puntuale, arriva Angela Terzani accompagnata da un signore che poi scopro essere un responsabile dell'Ass. VicinoLontano che organizza e cura il Premio Terzani. Angela è sorridente, rilassata e sobria. Ringrazia tutti i presenti per essere venuti nonostante la bufera di pioggia che da circa due ore imperversa sulla città. Dopo una piccola presentazione da parte del suo accompagnatore, Angela comincia a parlare del libro, di come è nato e perchè. Da molto tempo le persone chiedevano di tradurre il libro "Olocaust in Cambogia", in realtà una piccola raccolta di tre reportage di Terzani sulla Guerra in Cambogia e sulla presa del potere da parte dei Khmer Rossi, ma Angela si era resa conto che tradurre e pubblicare solo quei tre articoli sarebbe stato quasi inutile. Miglior cosa era invece raccogliere anche articoli precedenti e posteriori di Tiziano, in modo da avere un quadro più preciso della realtà storica della guerra in Cambogia. E' così che è nato il libro Fantasmi. Ha parlato dei cambogiani con parole di grande affetto e dolcezza; dei sognatori, delle persone legate ad una dimensione magica e in fondo ingenui... Vivono in un mondo popolato di fantasmi ai quali credono profondamente, un mondo di spiriti che accompagnano ogni azione umana...
Parlare del libro è stato un pretesto per raccontare la vita di Tiziano Terzani dall'inizio degli anni '70 fino alla sua morte. Sentire la storia di Terzani dalla viva voce della moglie è stato molto bello, emozionante... Quello che Angela ha soprattutto voluto sottolineare, mi è parso, è la coerenza e la linearità della vita del marito. Non un Terzani la cui opera si divide in due grandi momenti, il Terzani giornalista da una parte e il Terzani ricercatore spirituale dall'altra... ma un Terzani che gradualmente matura in una personale consapevolezza le cui radici già si trovano nei primi articoli che pubblicò negli anni '70... Quel Terzani giornalista non sarebbe potuto esistere se nell'animo non ci fosse già stato l'ultimo Terzani... e quest'ultimo Terzani, quello dell'Himalaya, della ricerca spirituale e del silenzio non sarebbe esistito senza il Terzani giornalista che ad un certo punto si rende conto che la storia continuerà a ripetersi uguale a se stessa, anche nelle sue pagine più tragiche e buie, se l'uomo non si deciderà a cambiare radicalmente dentro di se, se non elimina i suoi egoismi, la sua sete di potere e la sua voglia di primeggiare...
Guardavo Angela Terzani e bevevo ogni sua parole. Il sorriso non ha mai smesso di illuminare il suo viso... e vedendola così pacata, equilibrata e sorridente mi sono tornate alla mente le parole di Tiziano, nel libro Un altro giro di Giostra... "Angela, senza essersi isolata in nessun Himalaya, senza avere tagliato con nulla e con nessuno, era di gran lunga più serena, più equilibrata e più in pace di me. Questo non faceva che aumentare la mia frustrazione. Avrei dovute prendere lei come Guru."
L'incontro è terminato con le domande del pubblico a cui Angela ha risposto con simpatia e calore. Molto affetto, molto rispetto!!!
Mi sono fatta firmare il libro, le ho detto che scrivo sul TTForum da più di un anno... allora mi ha scritto "A Francesca, continui a scrivere! Angela Terzani!" Le ho detto che in questo forum ci sono bellissime persone e lei me lo ha confermato "Si, è vero, ci sono bellissime persone!!!"
Me ne sono andata nella pioggia che nel frattempo si era calmata un po', con il mio libro sottobraccio e una grande gioia nel cuore.Spero davvero il prossimo anno di avere un altra occasione di incontro.
Francesca