
Alla prima lezione dovevano esserci almeno sette bambini... pochi, mi son detta, ma col tempo altri se ne aggiungeranno... Arrivo con i miei bambini (anche loro iscritti al Laboratorio), ma non c'è nessuno. Sono sola. Penso, saranno in ritardo... poi mi viene il dubbio che abbiano capito male il giorno... I responsabili della scuola avevano fatto pubblicità e raccolto delle adesioni? Mi avevano detto di si, e allora che succede??? Telefono al direttore. Qui non c'è nessuno, gli dico. Mi viene da piangere!!! Le persone che all'inizio avevano detto di si - mi spiega il direttore - poi hanno preferito iscrivere i figli a corsi sportivi, nuoto, calcio, pallavolo... ero consapevole che sarebbero stati di meno, ma non pensavo che non sarebbe venuto nessuno!!! Dopo mezz'ora, arriva una bambina con la sua mamma. Sapevo già che sarebbero arrivati in ritardo, mi avevano avvertita... Spiego che il Laboratorio salta, non ci sono iscritti, ma già che ci siamo, possiamo giocare noi a "fare teatro". La bimba accetta il gioco e coinvolgo anche la mamma, che creativa e intelligente, si presta a fare una bambina del gruppo. Ci divertiamo tantissimo, i bambini si stupiscono e imparano, ridono, saltano dalla gioia... Dopo un ora la lezione finisce... Il mio Laboratorio nasce e muore nell'arco di un ora e mezza... Tanto lavoro per pochi minuti di magia!!!
Io sognavo un Laboratorio dove i bambini potessero esprimere i loro sentimenti e le loro emozioni liberamente, dove potessero sviluppare la loro fantasia e la loro cretività attraverso il gioco e l'improvvisazione, dove potessero vincere le loro paure e le loro timidezze e dove potessero giocare insieme un gioco grande, da grandi. Era in progetto anche uno spettacolo finale a primavera, ma vi assicuro che per me non era importante. Lo spettacolo finale è in realtà qualcosa che si fa per i genitori ma a mio modo di vedere e sentire, per le finalità del Laboratorio, era perfino inutile e fuorviante. Lo avrei fatto, perchè mi era stato chiesto, ma non volentieri.
Insomma, sono amareggiata. Ci credevo, ci tenevo. Forse non sono stata capace di trasmettere il mio entusiasmo agli altri, forse non sono stata capita... Certo è triste sapere che un progetto di crescita, che non riguarda il fisico, come può essere uno sport, ma riguarda la mente, la psiche, l'intelletto, la creatività, la fantasia, la socializzazione, il linguaggio, la relazione con gli altri si spegne perchè i genitori preferiscono sviluppare i muscoli dei loro figli, più che il loro cervello.
Ma io non mi arrendo... Prima o poi questo progetto decollerà, ne sono certa!!!
Un abbraccio
Francesca