domenica 22 febbraio 2009

Finito sul serio!!!

Il Costume da Faraone di Giovanni E' FINITO!!!
Il cappello mi ha impegnato moltissimo. E' stato impossibile fare la copia perfetta della corona dell'Alto e Basso Egitto ma anche la copia perfetta della sola corona rossa del Basso Egitto non è stato possibile realizzare. Dopo innumerevoli prove, vari disegni scartati dal pignolissimo figliolo, e alcune realizzazioni assolutamente orribili, ecco il risultato finale. E' una corona che assomiglia all'originale e che accontenta l'esigentissimo pargolo!

Lo so, magari queste cose non interesseranno nessuno... me ne rendo conto!!!
Perdonatemi, ma per me i bimbi sono praticamente tutta la mia vita. Io mi sento pienamente realizzata nel mio ruolo di madre e trovo che per crescere ed educare dei bambini sia necessaria fantasia e passione e da quando ho Marta e Giovanni nella mia esistenza ho cominciato a creare, a dipingere e a cantare...
Con immenso Amore
Francesca


Finito!!! Quasi...


Ho terminato stasera il costume per Giovanni... quasi terminato, in verità!!!
Il cappello non è ancora finito e temo che mi richiederà ancora parecchio lavoro, ma ormai siamo a buon punto.
Mi sono divertita tantissimo, nonostante a cucire sia una vera frana e credo che confezionare vestiti per carnevale diventerà da quest'anno una pratica costante... almeno finchè i bambini vorranno vestirsi!!!
Domani finirò anche il mostro per Marta e così saranno pronti per la grande festa che faranno a scuola martedì grasso!
Che bello che è essere bambini!!!!

giovedì 19 febbraio 2009

Pressione bassa e "letteratura"


Mi rendo conto che ho bisogno di spensieratezza.
Tra il mio malessere (finalmente ho scoperto di che si tratta) e la vicenda di Eluana mi rendo conto che mi sono un poco incupita.
Ho scoperto di avere la pressione bassa. oggi il medico me ne ha dato conferma! Probabilmente l'influenza ha scatenato qualcosa, mi ha buttato giù fisicamente con la conseguenza di far scendere la pressione sotto i tacchi...
Avete dei consigli per tirarla su? Mi sono state prescritte delle medicine da prendere al bisogno, ma se ci fossero dei rimedi naturali per stabilizzarla evitando di assumere farmaci, sarei più contenta...
Dai, ho voglia di farvi leggere l'introduzione della mia storia fantasy!!! Sono solo poche righe, non rivelo praticamente niente della storia ma... voglio stuzzicare la vostra curiosità!!!


La luna era una piccola falce luminosa in un cielo pieno di stelle.
La notte che lo circondava era dolce, delicata e rassicurante.
Anche i suoi rumori erano piacevoli: lo scorrere regolare del ruscello, il frinire delle cicale, il fruscio del vento tra le foglie degli alberi.
Tutto suggeriva un'idea di pace e perfezione.
Eppure era inquieto.
Il suo sguardo fissava la luna e, nonostante la stanchezza delle membra, non accennava a distendersi sulla coperta per provare a riposare un poco.
Da tre giorni vagava in quel bosco senza riuscire ad orientarsi, senza ritrovare il sentiero di casa, senza riconoscere niente di quello che lo circondava. Non una radura, non una valle gli era famigliare. Anche le montagne gli apparivano diverse.
In tre giorni non aveva incontrato nessuno.
Sembrava che quei luoghi non fossero mai stati violati da nessun essere umano. Intorno a lui solo bosco, un immenso, incontaminato, meraviglioso bosco.
Si stringeva le ginocchia con le braccia e guardava la luna con i suoi grandi occhi neri. I capelli, un po' lunghi, ricadevano scompigliati sulle orecchie e sulle spalle. La delicata luce delle stelle illuminava appena la bella fronte, il naso importante ma non sfacciato e la bocca virile ma non sottile.
le sue guance accennavano appena un po' di barba e il suo collo teso mostrava un pomo piccolo e timido.
Aveva la mente piena di pensieri mentre, apparentemente placido, fissava la falce di luna.
Nel profondo del cuore cominciava a germogliare il seme della paura e dello sconforto.
L'incantesimo che l'aveva trascinato li non aveva alcuna ragione di essere. Perchè a lui? Che cosa aveva fatto per meritarsi quella che ai suoi occhi appariva come una terribile maledizione? Chi gli aveva fatto questo?
Lui era un bravo ragazzo, non aveva mai fatto del male a nessuno; ma allora perchè si trovava intrappolato da un incantesimo in quella foresta? Ormai ne era certo. Quello che gli era successo era frutto della magia, ma ciò che lo inquietava di più era ignorare assolutamente chi e perchè gli avesse fatto questo.
Il giovane si sentiva uno come tanti.
Era un umile artigiano di un piccolo paese di campagna. Aveva imparato il mestiere di falegname dal padre, morto due anni prima, che a sua volta l'aveva imparato da suo padre e questi dal nonno. Quel lavoro gli piaceva moltissimo, ci metteva cuore e passione e si considerava, tutto sommato, un uomo felice.
Viveva da solo in una piccola casa profumata di legno ed era uno spirito libero e semplice.
Anche sua madre, gli avevano raccontato, era così: semplice e libera. Di lei non serbava alcun ricordo, a parte la vaga immagine di una bella donna bruna china su di lui che lo riempie di baci.
La madre era morta quando lui aveva appena quattro anni e il padre, che non si era più risposato, l'aveva allevato da solo con amore e pazienza.
Improvvisamente il silenzio della notte fu squarciato dal grido acuto di un uccello notturno che, volando sulle ali delle tenebre, si posò su un ramo poco lontano dal giovane.
Gli occhi neri del ragazzo incrociarono quelli gialli e fissi del rapace. L'immobilità di quello sguardo inquietò l'umano che dopo lunghi secondi, non riuscendo più a reggere la sua severità indagatrice, distolse gli occhi per tornare a posarli sulla piccola luna.
Il rapace emise un lungo verso profondo e gutturale.
Il ragazzo guardò di nuovo verso il ramo, ma l'uccello era scomparso. Al suo posto solo il nero della notte e la sagoma lontana di una collina che si stagliava scurissima contro il cielo blu cobalto.
Il giovane strinse gli occhi e allungò il collo in quella direzione e finalmente vide qualcosa che riempì il suo cuore di speranza.
Laggiù, piccolissima, quasi invisibile, c'era una luce.
Forse la salvezza.


Spero che queste prime righe vi siano piaciute!!!
Un abbraccio
Francesca

giovedì 12 febbraio 2009

Testamento biologico


Oggi sono stati celebrati i funerali di Eluana Englaro a Paluzza.
Conosco Paluzza. E' un paesino abbarbiccato sulle montagne della Carnia, circondato da boschi e da silenzio. E' un posto isolato, un po' fuori dal mondo, tranquillo... eppure oggi il pensiero di molti era rivolto a quel paese di montagna.
Si sono spenti i riflettori sulla sfortunata Eluana ma il problema resta.
Il grande dubbio di tutta questa vicenda è, se non ho capito male, che la volontà di Eluana non era stata espressa in maniera chiara, in forma scritta, ma era solo una testimonianza indiretta riportata dal padre. Qualcuno ha avuto il coraggio di mettere in dubbio questa affermazione.
Che vigliaccata!!!
Nell'attesa che venga emanata una legge sul testamento biologico, lascio scritte qui le mie volontà nel caso di malattia incurabile allo stato terminale o di permanente perdita di coscienza...
Mi faccio il mio personale Testamento Biologico, nella speranza che, se malauguratamente dovesse servire, non si levino voci di dissenso che magari cerchino di dimostrare che una volontà espressa su internet è solo una volontà virtuale!!!
Il testo l'ho "rubato" dal blog di Mariagrazia.

In nessun modo il mio corpo dovrà essere profanato da atti che siano intesi a prolungare la vita apparente, rifiuto alimentazione e idratazione dal momento stesso in cui non mi sarà più possibile manifestare palesemente una qualsivoglia volontà. (... omissis...)
Rifiuto qualsiasi cura invasiva in caso di qualsiasi malattia, nel caso in cui non ci sia una garanzia di riprisitino delle funzioni di un corpo sano, e di un cervello in grado di decidere per il corpo.Chiedo a una mano pietosa di mettere fine ai battiti del mio cuore se, ridotta all'impotenza, non fossi in grado di farlo da sola.


Aggiungo di mio che desidero essere cremata (come mio padre) e desidero che le mie ceneri siano disperse metà nel Mare Adriatico e metà sulle Dolomiti Friulane.
Chi vorrà rendermi omaggio lo farà osservando un tramonto sul mare o durante una passeggiata in montagna.
In fede

Francesca

P.S. Per chiarezza: il taglio che ho operato al testo originale (omissis) così recitava:
Considero finita la mia vita nel momento in cui non sarà in grado di essere autonoma.
Questa frase l'ho depennata perchè la ritengo sbagliata. Potrei non essere autonoma da un punto di vista fisico (per esempio non sono in grado di mangiare da sola o di muovermi) ma potrei essere in grado di dare ancora molto ai miei cari da un punto di vista intellettuale o affettivo.
Il discorso cambia se oltre alla perdita di autonomia vi sia una insopportabile sofferenza fisica!!!

mercoledì 11 febbraio 2009

Show must go on...

EVVIVA!!! Sono guarita!!!
E' stato un periodo brutto sotto molti punti di vista, ma da un paio di giorni posso affermare con certezza di essere guarita!
Ho trascurato molte cose in questi giorni, in primis i bambini. Allora oggi, per festeggiare il mio "ritorno" li ho portati in giro per la città alla ricerca dei materiali per i costumi di carnevale.
Marta è facile: vuole vestirsi da mostro! Abbiamo acquistato una maschera di gomma davvero terrificante e domani comincerò a confezionarle un mantello lungo fino ai piedi con un ampio cappuccio utilizzando vecchi pezzi di stoffa cuciti insieme alla bene e meglio...
Giovanni è molto più complicato! Vuole vestirsi da faraone... e vuole vestirsi con la minuzia di particolari che pretenderebbe Franco Zeffirelli!!!!!!!!!
Vuole una tunica bianca lunga fino ai piedi... e già qui entro in crisi...
E poi vuole la corona del Basso e Alto Egitto!!! Avete idea di come è fatta???? IMPOSSIBILE!!!
E poi i gioielli... mi raccomando, che luccicano!!! E la barba sotto il mento... e il serpente sulla corona... e la cintura dorata...
AIUTOOOOO!!!!!
Ma non mi spavento!!! UNA SFIDA??? La raccolgo!!!
Sono certa che con la fantasia e la creatività me la saprò cavare!!!
AL LAVORO!!!
(Quanto mi piacciono queste cose!!!)
Un abbraccio
Francesca

(disegno tratto dal sito www.anticoegitto.net)

martedì 10 febbraio 2009

Vola Eluana... vola nel cielo!

sabato 7 febbraio 2009

Mettere a frutto il tempo


In questi giorni di immobilità forzata (ebbene si, non sto ancora bene - oggi per esempio ho provato ad andare al lavoro (mannaggia a me!!!) ma sono dovuta rientrare con la coda tra le gambe) ho scritto. Sono andata avanti con il racconto fantasy. Mi appassiona tantissimo e mi diverto!!! Sono circa a un quarto dell'opera. La storia comincia a delinearsi, i personaggi assumono una loro personalità, la trama scorre... Il quaderno con la copertina rigida è quasi finito, ma ne ho già un altro che attende. Prima o poi dovrò decidermi a trascriverlo sul computer, ma per il momento mi piace di più vederlo scritto a penna!
Vi anticipo i nomi dei personaggi principale: Glixia, Milos, Arboreo, Genziano, Candore, Geov, Rea e Andreas.
Insomma, sto mettendo a frutto il tempo con lettura e scrittura.
Sto leggendo Osho. Lo so, mi contraddico. Qualche post fa avevo detto che libri del genere non riuscivo più a leggerli ma... ho cambiato idea. Adesso ho bisogno di nutrire la mia anima. Almeno Osho non è banale!!!
Un abbraccio

Francesca

martedì 3 febbraio 2009

Volare libera...


Eluana è a Udine.
Sembra che fra tre giorni interromperanno l'alimentazione e l'idratazione e lasceranno che Eluana, o ciò che resta di lei, abbandoni il corpo e voli via...
Il capo dell'equipe che si occuperà della ragazza ha detto, in un'intervista, che Eluana non sentirà niente, non proverà dolore perchè è morta 17 anni fa.
Di fronte a questa vicenda sono disorientata e le mie convinzioni vacillano e non so che cosa pensare. Troppo rumore si è fatto intorno a questa storia, troppi giornalisti, troppe persone hanno voluto dire la loro, spesso senza sapere, senza immaginare...
La vita è un dono di Dio, un dono che va difeso con le unghie e con i denti ma quello che mi chiedo è questo: quella di Eluana può definirsi "vita"? Qual'è la vita che si vuole e si deve difendere?
Non è vita quella che ti costringe da 17 anni a respirare, è vero, ma senza sentire assolutamente niente, senza provare sentimenti, emozioni... Eluana non ha vissuto per questi anni, semplicemente il tempo è passato sul suo corpo devastandolo. Il coma è irreversibile, questa è l'unica certezza!!!
Spero che questa vicenda si concluda in fretta perchè penso che questa ragazza si meriti la libertà. Arrivati a questo punto credo che l'unico atto di vera pietà sia quello di lasciarla volare libera nel cielo immenso, permetterle di lasciare un corpo che è diventato una prigione...
Una cosa temo: negli ultimi tempi ci siamo "abituati" a vedere i confini di ciò che è morale ed etico continuamente spostati, mutati. Non vorrei che questa decisione possa aprire la strada verso una minore tutela della vita, quella vera!!! Chi deciderà, da ora in poi, che cosa è vita e che cosa non lo è?
Sono molto confusa.

Francesca


domenica 1 febbraio 2009

Che mi succede?

Non ho più febbre da giovedì, eppure non riesco a stare in piedi.
Venerdì sono anche andata all'ospedale con l'ambulanza perchè mi girava tutto e sono svenuta.
In Ospedale ho fatto una visita nel reparto di otorino e li hanno escluso qualsiasi responsabilità dell'organo dell'equilibrio (che come saprete si trova nell'orecchio), poi mi hanno portata nel reparto di neurologia ma anche li hanno escluso qualsiasi responsabilità da parte del sistema nervoro centrale... Insomma, mi hanno detto che cosa NON HO, ma non quello che HO!!!
"Stia a riposo... passerà!!!"
Si, consolante, ma oggi è domenica e io continuo a non stare in piedi!!!
Una parola di conforto? Qualcuno ha avuto esperienze simili dopo un'influenza? Ho bisogno di essere rassicurata. Sono molto preoccupata!!!
Un abbraccio
Francesca

giovedì 29 gennaio 2009

Mettersi nei loro panni...


Il 27 gennaio si ricorda in tutto il mondo la Shoah.
Avrei voluto fare quel giorno questo post, ma ero impossibilitata dall'influenza.
Pochi giorni di ritardo non credo facciano una grande differenza, comunque, anche perchè l'Olocausto si deve ricordare tutti i giorni, non solo il 27 gennaio.....
Quello che riporto sotto è una pagina tratta dal mio diario personale (che tengo da quando ho 12 anni).


Udine, 27 gennaio 2004


Oggi è il GIORNO DELLA MEMORIA dell'Olocausto.
Stamattina ho visto alcuni programmi e ho ascoltato le interviste di alcuni dei sopravvissuti.
Lo sterminio degli ebrei è stato talmente crudele, ignobile, sadico e pazzesco da rischiare, con il tempo, di risultare INCREDIBILE. Già qualcuno sostiene che è stata una cosa meno grave di quanto si dica, c'è chi dice che gli ebrei hanno esagerato, qualcuno addirittura è convinto che sia solo un'invenzione, un falso, che l'Olocausto non è mai esistito...
... ...
Mi ha molto impressionato il racconto di un signore, allora ventenne, che portato ad Auschwitz, era addetto al taglio dei capelli delle donne dopo che erano state gasate. Ha raccontato lo scempio dei loro volti. Il gas che utilizzavano non era certo soporifero... della serie ti addormenti e via.
Era un gas crudele, che faceva vomitare sangue, che faceva esplodere gli organi interni, che faceva uscire gli occhi dalle orbite.
... ...
L'uomo ha raccontato che gasavano insieme uomini, donne, vecchi e bambini; e morivano uno sopra l'altro, stipati nelle camere a gas come sardine ben pigiate.
Quella che all'inizio poteva sembrare una doccia, diventata piano piano, man mano che gli sfortunati venivano a forza spinti dentro, qualcosa di diverso. E questa consapevolezza, la consapevolezza che non erano li per fare la doccia, maturava lentamente in tutti quelli che erano entrati prima. Donne con i figli (fortunate, perchè sono morte insieme alle loro creature), uomini, vecchi, tutti... come bestie.
No, le mamme che morivano insieme ai loro figli non erano fortunate. Una madre come poteva sopportare la vista di un figlio o una figlia che si contorce dal dolore, piange e vomita sangue?
Mi metto nei panni di queste madri.
Mi immagino mentre, tutta nuda e al freddo, entro con Marta e Giovanni per mano in una "doccia". I bimbi sono spaventati, hanno freddo, hanno fame.
Marta mi chiede dove deve mettersi per fare la doccia, mentre Giovanni mi avverte che lui i capelli non li vuole lavare perchè il sapone gli brucia gli occhi.
Piano piano la stanza si riempie; c'è davvero troppa gente per fare la doccia.
Siamo spinti in un angolo della stanza, schiacciati contro la parete.
Prendo il piccolo Giovanni in braccio, mentre Marta si attacca alla mia gamba e comincia a piangere.
La porta si chiude con un sordo rumore metallico. Nella camera siamo più di mille.
I bambini piangono, soprattutto quelli più piccoli, mentre quelli più grandicelli sono ammutoliti e spaventati.
Si sente intorno l'acre odore della paura che sovrasta l'odore cattivo dei nostri corpi martoriati e sporchi.
Infine ecco il gas.
Esce copioso da alcune bocchette che noto solo ora.
Qualcuno grida "Il gas" e subito è il panico.
Giovanni mi si avvinghia al collo e Marta cerca disperatamente di arrampicarsi sul mio corpo.
Cerco di abbassarmi verso di lei. Riesco faticosamente a piegarmi sulle ginocchia.
Chiedo ai bambini di mettersi le mani davanti alla bocca, ma a cosa serve? Non possono certo smettere di respirare... ancora!!!
Li abbraccio e mentre lo faccio comincio a sentirmi male. Marta vomita sul mio ginocchio e poi scoppia in lacrime urlando dal dolore. Giovanni ha il suo faccino appoggiato alla mia spalla ed è scosso da convulsioni e spasmi.. Vomita sangue che mi cola sul seno.
Addio miei piccoli pulcini. Non posso fare niente per voi.
Ho il vostro pianto nelle orecchie, vi stringo forte forte, ma sento che voi ve ne state andando ma, mio Dio, troppo lentamente.
Pietà, pietà. Portateli via alla svelta, ti prego!
Non so cosa mi stia accadendo, il dolore è troppo forte.
Marta è tutta blu in faccia, Giovanni è un sacchetto sulla mia spalla.
Marta si accascia, mi lascia la gamba.
Addio tesoro mio, mia bellissima e dolcissima bimba.
Resisto al dolore e mi rendo conto che anche il mio piccolo Giovanni mi ha lasciato.
Aspettatemi, aspettatemi.
Non abbiate paura, sto arrivando.
Non piangete. Fra poco staremo ancora insieme.... insieme.... insieme...

Quello che ho scritto non è niente.
Ho provato dolore mentre scrivevo, un dolore forte... ma stavo solo scrivendo su un foglio bianco e i miei bimbi sono qui, accanto a me, che giocano. Ma ci sono madri che queste cose le hanno vissute davvero, bambini con altri nomi o anche con gli stessi (perchè no!), che sono davvero morti così tra sofferenze e dolori indicibili...

NON DOBBIAMO DIMENTICARE MAI!!!


Francesca

CONCORSO DI POESIA

Eccomi nuovamente insieme a voi, Amici cari.
Stamattina, dopo cinque giorni di febbre e influenza, mi sono alzata dal letto. Non sono ancora guarita del tutto, ma almeno mi reggo in piedi!!!
Accendo il PC, mi collego al mio blog per vedere se ci sono novità e trovo un messaggio di Stella che mi annuncia che sono sul podio...
Ebbene si, la scorsa settimana ho partecipato ad un concorso di poesia organizzato proprio da Stella. Il numero e la qualità delle poesie inviate era talmente alto che non ci pensavo proprio alla possibilità di poter vincere, ma così è stato!!!
Sono lusingata, emozionata, incredula e confusa.....
Cos'altro posso fare se non mandare a Stella e a tutti i suoi meravigliosi lettori un grande grandissimo GRAZIE DI CUORE....


Pubblico le pergamente delle tre prime in classifica, ma se volete leggere tutte le poesie partecipanti (e ce ne sono alcune davvero bellissima!!!) vi invito a visitare il blog di Stella
http://stella-ilbeneinnoi.blogspot.com/

(clicca sulla pergamena per ingrandirla!!!)
1° CLASSIFICATO
Blessing Sunday Osuchukwu



2° CLASSIFICATO
Annarita

3° CLASSIFICATO
Francesca


CHE MERAVIGLIOSA SORPRESA!!!!





sabato 24 gennaio 2009

FACCIAMO FESTA!!!


Sono in letargo!!!
Come un' orsa nella sua tana, sto al caldo, attaccata quasi al termosifone e ho poca voglia di fare qualsiasi cosa... Non sto molto bene fisicamente. Questa influenza che gira da un po' è arrivata anche nella mia tana, a dire il vero! L'unico che resiste, mitico e stoico, è il piccolo Giovanni che ci solleva un po' con le sue barzellette!!!
Ricevo dalla mia dolcissima amica Roberta una mail bellissima. Parla proprio di questo desiderio di chiudersi, di stare al caldo, di rimanere immobili... ma anche del bisogno di reagire a tutto questo...

Scive Roberta:

Ho fatto alcune considerazioni, e il condividerle forse può far dare una mossa a qualcuno....
E' gennaio, e Udine è una delle città più umide d'Italia.
Questo si sa, è un dato di fatto, prendiamone atto. Gennaio è gennaio e Udine è Udine.
Non ha senso lamentarsi. Se non possiamo andare ai Caraibi mettiamocela in tasca. Punto.
La primavera arriverà. E camminando per le strade della città in questi giorni, quando meno te lo aspetti, arriva dai giardini il profumo inconfondibile del calicantus, come una carezza.

E' vero. Siamo in gennaio, Udine è fredda e umida, mi fanno male le ossa, ma gennaio passerà, passerà anche febbraio, i fiori rispunteranno nel mio giardino e il cielo tornerà azzurro e la pioggia finirà...
Roberta continua scrivendo tante altre cose ma un punto in particolare mi ha colpito...

Ho comprato un cellulare nuovo dove stanno mille numeri in rubrica, così vi posso inserire tutti e quando mi mandate gli sms senza firmare finalmente so chi me li spedisce...
Scorrendo la rubrica vecchia ho incontrato i nomi di tante persone a me care che non sento e non vedo da millenni. Un po' di rabbia... sono sempre tutti indaffarati, pieni di impegni, la famiglia, il lavoro, gli hobbies... e poi mi sono chiesta: e io? io sono disponibile? io li cerco? li chiamo? li invito a casa mia? o mi nascondo dietro il fatto che io ho tanto tempo libero e loro no?
Gli amici sono una RICCHEZZA.

Accidenti se è vero.
Quante volte anch'io mi sono lamentata che gli amici non mi chiamano mai, che non si fanno mai sentire... ma io li chiamo? Li cerco? Mi faccio sentire io?
E poi la proposta, FANTASTICA!!!

Ti saluto, ti abbraccio e se sei giù fai come me, chiama gli amici e fai una festa, l'allegria si diffonde per contagio. Smuoviamo questa energia stagnante, non sguazziamoci, non fomentiamo il lamento, facciamoci una risata e contagiamo. (Mio dio, rileggo e sembra una canzone di Jovannotti!se puoi perdonami... però l'idea è bella, decine di feste in città per alzare l'energia...). Se mi inviti vengo!

Senz'altro Roberta. Ho capito!!!
Appena sarò guarita faccio una FESTA!!!!

lunedì 19 gennaio 2009

Tromba delle scale...


Stasera coi bambini ho fatto una bella scoperta.
Fermandosi su un preciso gradino delle scale che dalla zona giorno portano alla zona notte della nostra casa c'è un'acustica eccezionale.
Stasera, in barba a tutti i programmi televisivi serali, abbiamo passato il tempo a cantare sulle scale. A turno, uno per uno, ci siamo esibiti in un estemporaneo concerto che ha dato a tutti grandi soddisfazioni. Marta, che è convinta di avere una bella voce, e a dire il vero è vero!, si è esibita nientepopodimeno che con il gorgheggio della Regina della Notte (credo si chiami così...) del Flauto Magico di Mozart... Giovanni ha cantato una canzone di High School Musical 3 mentre io, più modestamente, mi sono esibita con una semplice melodia in latino appresa al coro parrocchiale.
Il concerto è stato applaudito dal papà, che si è astenuto da ogni performance, con grande calore.
Abbiamo un futuro come cantanti... da tromba delle scale!!!
Un abbraccio

Francesca

sabato 17 gennaio 2009

Compromessi!!!


Stamattina, con mio marito, sono andata a vedere una casa in campagna. Chi mi segue da un po' sa che questo è il mio sogno! Sono anni che desidero trasferirmi in campagna, fare un grande orto, tenere un paio di galline e fare un grande frutteto...
Tutto quello che abbiamo visto fin'ora era inadeguato, poco adatto, non rispondente alle aspettative... Una volta a frenarci un paio di pali dell'alta tensione proprio in mezzo alla proprietà... Un'altra volta una antenna della telefonia (te possino!!!...)... Un'altra volta anch'ora il tetto della casa completamente in Eternit (e quindi costi altissimi di bonifica...)... Insomma, la realizzazione di un sogno deve per forza passare attraverso un compromesso?
Io credo di no e così aspettiamo, cerchiamo ancora, non ci arrendiamo. Io sono convinta che la mia casetta ideale, con il suo bel terreno intorno e li... sta solo aspettando che la troviamo!!!
La ricerca continua...
Un abbraccio
Francesca

domenica 11 gennaio 2009

Il testamento di Tito


Il testamento di Tito
Fabrizio De André

Non avrai altro Dio, all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.

Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami,
così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.


Dieci anni fa moriva Fabrizio De Andrè. Quando l'ho saputo ho pianto, lo confesso. De Andrè era un grande poeta e nelle sue canzoni trovo una spiritualità autentica e sincera che fa vibrare le corde del mio cuore. Questa canzone in particolare è una delle mie preferite e invito ognuno di voi a leggere questo meraviglioso testo con attenzione e cuore aperto.
Un abbraccio a tutti
Francesca

giovedì 8 gennaio 2009

Come un ruscello...


Io sono una donna molto fortunata. Ho amici meravigliosi, magari non molto assidui, che vedo poco, ma che sento vicini e affini al mio cuore e alla mia anima. Uno di questi è Roberta, un'amica d'infanzia. Ci conosciamo da sempre. Negli anni dell'adolescenza, del liceo e dell'Università ci siamo perse di vista ma poi la vita ci ha riavvicinate, come se una corrente misteriosa avesse spinto dolcemente le nostre zattere sulla stessa spiaggia...
Sono assolutamente convinta che le anime affini si cercano, si attirano e si trovano. E' inevitabile.
Roberta mi ha inviato qualche giorno fa una mail (me ne invia di meravigliose!!!), ma questa la voglio condividere con voi, perchè è significativa e poetica. Un'altro piccolo regalo per i miei amici virtuali!!!

“Il movimento è il ritmo naturale dell’universo. Quando smettiamo di muoverci fisicamente, emozionalmente o spiritualmente – alcune parti del nostro essere si addormentano. Quando ci muoviamo, o permettiamo a queste parti di noi di essere toccate, ci riconnettiamo, guariamo e ci ricordiamo chi siamo.” Vero, mi sono detta, ecco cosa succede durante il massaggio, toccando il corpo delle persone si permette ad alcune parti di risvegliarsi e riconnettersi con il tutto. Poi sono andata a camminare in una vallata stupenda immersa nella neve ancora fresca, sole, alberi, silenzio. Tutto era azzurro, ghiacciato, tranne un torrentello di acqua che continuava a scorrere incurante del gran freddo. Che forza! mi sono detta. Eppure, giù, nel laghetto, l’acqua era tutta ghiacciata… E’ la forza del movimento. E lì ho capito EMPIRICAMENTE cosa volessero dire le parole che avevo letto QUANDO SMETTIAMO DI MUOVERCI– FISICAMENTE, EMOZIONALMENTE O SPIRITUALMENTE- ALCUNE PARTI DEL NOSTRO ESSERE SI ADDORMENTANO. Se ci teniamo in movimento, come l’acqua del torrentello, non cadiamo in catalessi! Il corpo è vivo, i centri energetici sono attivi, il cuore funziona, non ci congeliamo, SENTIAMO!


Grazie Roberta per queste meravigliose parole che arricchiscono il mio cuore e mettono in movimento la mia anima che a volte vorrebbe abbandonarsi all'immobilità e all'ozio!!!
Un abbraccio
Francesca

domenica 4 gennaio 2009

Preghiera indiana

Un dono di Claudia, un prezioso regalo che desidero offrire a tutti voi.

*L’invito di Onah Mountain Dreamer – Sognatore delle montagne, anziano uomo di medicina nativo americano*

Non mi interessa sapere qual è il tuo mestiere.
Voglio sapere per cosa si strugge il tuo cuore,
e se hai il coraggio di sognare l’incontro con ciò che esso desidera.
Non mi interessa sapere quanti anni tu abbia.
Mi interessa sapere se correrai il rischio di fare la figura del pazzo
per amore, per il tuo sogno, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa sapere quali pianeti quadrano con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se le difficoltà della vita ti hanno portato ad aprirti oppure…
a chiuderti in te stesso nel timore di soffrire ancora!

Voglio sapere se sei capace di stare nel tuo dolore,
tuo e mio, senza nulla fare per nasconderlo,
o allontanarlo o cristallizzarlo.

Voglio sapere se sei capace di stare nella gioia,
tua e mia, se puoi scatenarti nella danza e lasciare che l’estasi
ti invada fino alla punta delle dita dei piedi o delle mani,
senza esortarci ad essere prudenti, realisti, o consapevoli dei limiti umani.

Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro
per restare fedele a te stesso, e non tradire mai la tua anima
a costo che altri ti chiamino traditore.

Voglio sapere se puoi essere di parola e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se se capace di trovare la bellezza
anche nei giorni in cui il sole non splende […]
e se puoi dare inizio alla tua vita sulle sponde di un lago
gridando: “Sì” al bagliore d’argento della luna piena.

Non mi interessa sapere dove vivi, né quanto denaro possiedi.
Voglio sapere se dopo una notte disperata di pianto,
sei capace di alzarti, così come sei, sfinito e con l’anima coperta di lividi,
per metterti a fare quello che c’è da fare per i bambini.

Non mi interessa sapere chi conosci, né come mai ti trovi qui.
Voglio sapere se starai in piedi con me
al centro del fuoco, senza tirati indietro.

Non mi interessa sapere cosa hai studiato,né con chi e neppure dove.
Voglio sapere cosa ti sostiene da dentro
quando tutto il resto viene a mancare.

Voglio saper se puoi stare solo con te stesso,
e se la tua compagnia ti piace veramente nei momenti di vuoto.

venerdì 2 gennaio 2009

Una finestra su un mondo diverso

Non ho mai letto tanto come in questo ultimo anno... E' un'esigenza quasi vitale, un bisogno imprescindibile, un momento della mia giornata irrinunciabile.
I libri mi trasportano in un mondo ogni volta nuovo e diverso, viaggio in paesi sconosciuti e lontani, incontro tante persone, mi affeziono, le seguo, mi preoccupo per loro... e poi, quando inevitabilmente ci dobbiamo salutare, mi dispiace. Vorrei chiedere l'indirizzo, un recapito, un numero di telefono per poter continuare a restare in contatto ma... non è possibile. L'addio è definitivo!!!
Vorrei che anche i miei figli un giorno scoprissero questo mistero, si accorgessero della magia racchiusa tra le pagine di un libro... ma ogni cosa a suo tempo e a suo modo! Anche questa scoperta, che per me è tanto preziosa, avverrà senza forzature.
Ultimamente leggo solo romanzi. Non sopporto più i saggi che contengono nel titolo le parole "te stesso.... pensiero positivo.... energia interiore...." e simili. Non riesco più a leggerli, ad arrivare in fondo. Mi sembrano tutti terribilmente banali!
Forse perchè mi sono finalmente resa conto che certe cose bisogna viverle.... non leggerle.
Si leggono le vite degli altri, le storie degli altri, non libri che ci insegnano a vivere la nostra vita. Quella si impara solo vivendo!!!

Francesca

mercoledì 31 dicembre 2008

Un GRAZIE ai miei angioletti!!!


Era tanto che non postavo i disegni dei miei bambini, vero?

Oggi ho trovato memorizzate nel computer queste creazioni nuove e originali.

Le posto oggi che è l'ultimo giorno dell'anno, l'ultimo giorno di un anno che non è stato affatto felice e che non vedo l'ora di gettarmi alle spalle.

Questi disegni sono un tesoro prezioso per me, un immenso regalo e mi fa piacere concludere il 2008 con queste immagini d'Amore e di Serenità, con l'augurio che il 2009 sia migliore per tutti...
BUON ANNO NUOVO!!!
Francesca

giovedì 18 dicembre 2008

L'albero di Natale




Quest'anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente dove non c'è soffitto
e l'albero può crescere
alto alto, dritto dritto,
con centomila rami
e tutti i doni che non stanno
nelle vetrine.
Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi, giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
e al posto dei cartellini
i nomi dei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
Perché se un bimbo resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
e sta chissadove,
Natale è tutto sbagliato
da rifare per bene,
come una divisione se non viene
la prova del nove.
(Gianni Rodari)

Cari Amici, sabato mattina parto per Sanremo. Mi porto il mio quaderno con la copertina rigida, un paio di libri e tanta voglia di riposare. Dai miei suoceri devo solo preoccuparmi di alzarmi la mattina, lavarmi e vestirmi perchè a tutto il resto pensa la dolce Carmelina (mia suocera) e non c'è verso di farle cambiare idea. L'unico sforzo che farò sarà masticare le buone cose che mi preparerà e qualche passeggiata nelle campagne dell'entroterra... In questi due giorni che restano prima della partenza avrò un paio di sacchi di cose da fare, quindi ufficialmente vi saluto adesso. Fate i bravi, copritevi bene se fa freddo, riposatevi se potete, non mangiate troppo e fate un brindisi alla Vita.

Buon Natale a tutti

Francesca

martedì 16 dicembre 2008

Il Natale che vorrei

Sono parecchi anni ormai che il Natale mi passa accanto senza che io riesca ad afferrarlo, senza che riesca a percepirne lo spirito e l'aroma. Eppure ricordo che da bambina la notte della vigilia era carica di emozione, di attesa, di batticuore. La casa era addobbata con rami di pino, fiocchi di carta dorata, palle di vetro leggere e fragilissime e tante candele vere. Mia madre preparava un sacco di cose buone da mangiare e avevamo sempre qualcuno a cena, in genere amici o conoscenti che erano rimasti soli per le feste. "La casa del pellegrino" veniva affettuosamente chiamata la casa dei miei genitori e a Natale i pellegrini erano tanti!!! Poi, scherzosamente, gli amici che passavano da li dicevano anche che venivano a consumare il "Buono Minestra" e la porta non era mai chiusa per coloro che venivano a bussare.
A mezzanotte si aprivano i regali e ce n'era uno per tutti, anche per chi era arrivato all'ultimo minuto. Le mani mi tremavano mentre scartavo i doni e il cuore batteva forte forte.
Il Natale per me era il profumo dei biscotti austriaci all'anice stellato, dei mazzetti con i chidi di garofano e le scorze d'arancia, dell'odore delle candele quando ci soffi sopra, era il tintinnio dei campanelli e il mistero di un amico che arrivava vestito da Babbo Natale.
Quella magia, mi duole ammetterlo, non la sento più. Certo, non sono più quella bambina con i codini e il vestito della festa che si incantava davanti all'albero addobbato o alle luci fuori dalla porta d'ingresso... ma, mentre in certe cose l'incanto si è mantenuto, con il Natale si è completamente dissolto. Non voglio dare la colpa al consumismo o all'abbondanza perchè siamo senz'altro liberi di sfuggire a tutte queste trappole, non è poi così difficile! E non voglio nemmeno ripetere che si è persa la dimensione spirituale del Natale perchè quella è una dimensione che vive dentro di noi, indipendentemente dal periodo dell'anno...
Sinceramente non so dire che cosa sia successo.
Sapete che cosa vorrei fare? Per una volta, una volta soltanto, vorrei trascorrere il Natale con mio marito e i miei figli, soltanto noi quattro e basta. Una semplice cena, un paio di regali, la messa di mezzanotte e poi a nanna. Il giorno dopo mi piacerebbe andare al mare a passeggiare sulla spiaggia oppure andare sulla neve e camminare in mezzo ad un bosco silenzioso e li, nella solitudine più assoluta, cantare... Questo sarebbe un meraviglioso modo di celebrare la nascita di Gesù!
Buon Natale a tutti
Francesca

sabato 6 dicembre 2008

Sarò IMPEGNATISSIMA

Cari Amici,
passo al volo sul mio blog per avvisarvi che per otto giorni sarò impegnatissima. Sotto Natale mia madre ed io organizziamo uno Show Room di articoli da regalo artigianali (fatti da noi) e così sto lavorando moltissimo. Mi dispiace se non passo più a trovarvi da un po', ma prometto che da lunedì 15 dicembre riprenderò l'attività "blogghistica" a pieno ritmo.
Un bacio
Francesca

mercoledì 3 dicembre 2008

Raccontare la storia di una donna


Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite ed entusiasmi, di amori e disamori. Una donna è inevitabilmente la storia del suo ventre, dei semi che vi si fecondarono, o che non furono fecondati, o che smisero di esserlo, e del momento, irripetibile, in cui si trasforma in una dea. Una donna è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto. Una donna è sempre la storia di molti uomini. Una donna è la storia del suo paese, della sua gente. Ed è la storia delle sue radici e della sua origine, di tutte le donne che furono nutrite da altre che le precedettero affinchè lei potesse nascere: una donna è la storia del suo sangue.
Ma è anche la storia di una coscienza e delle sue lotte interiori. Una donna è la storia di un'utopia.
(Antigua, vita mia - Marcela Serrano)

lunedì 1 dicembre 2008

Il lavoro prosegue...


Ho scritto il 2° capitolo della storia fantasy. Non ho idea di come la intitolerò, ma penso che in fondo sia l'ultima cosa! Non ho nemmeno idea di come si debba scrivere un testo, ma anche di questo non mi preoccupo più di tanto. Lo so che ci sono delle regole, degli schemi, ma se tutti li seguissero poi i libri finirebbero per assomigliarsi, no?
Ad essere sincera questo capitolo che ho appena terminato di scrivere dovrei rivederlo. In certi punti sono stata un po' superficiale e sbrigativa. Senza diventare prolissa però, dovrei approfondire certi passaggi!!!
Mi diverto molto, ve lo confesso! E inoltre mi sembra di fare una cosa importante, che da un senso nuovo alla mia vita.
La sera, dopo aver messo a nanna i bambini, mi impigiamo a mia volta e mi infilo a letto. Scrivo su un quaderno con la copertina rigida e una penna a sfera. Non mi piace scrivere davanti ad un computer... il computer mi toglie la poesia, l'immediatezza. Non scrivo molto ogni giorno, appena un paio di pagine e poi, visto che non sono Tolstoj, leggo chi libri li ha già scritti per almeno un paio d'ore. Così terminano le mie giornate. Ed è meraviglioso!!!
Un abbraccio

Francesca




lunedì 24 novembre 2008

Neve



... e io mi incanto!!!